Salone del Mobile 2026: le novità dei brand partner di Gandini Arredamenti
Si è chiusa la 64ª edizione del Salone del Mobile, un’edizione che molti osservatori hanno descritto come una delle più mature dell’ultimo decennio. Sei giorni di fiera, oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, più di 316.000 visitatori da 167 Paesi e una città — Milano — trasformata in un palinsesto continuo tra Rho Fiera e Fuorisalone.
Il tema scelto per quest’anno, “A Matter of Salone”, giocava sul doppio significato della parola inglese matter: la materia come sostanza, ma anche ciò che conta davvero. Una scelta che, dal nostro punto di vista, parla la stessa lingua del progettare per come lo intendiamo noi: ogni interno comincia da una scelta materica precisa, da una superficie, da una texture, da una proporzione capaci di orientare tutto il resto.
Nei giorni del Salone, il nostro team era a Milano per osservare da vicino le novità presentate dai brand con cui lavoriamo ogni giorno. Quello che segue non è un riassunto della fiera, ma una selezione delle direzioni che porteremo nel nostro showroom a Bologna nei prossimi mesi, raccontate brand per brand.
Le tendenze trasversali del 2026
Prima di entrare nelle singole novità, vale la pena mettere a fuoco quattro direzioni che hanno attraversato la kermesse e che ritroverete in molti prodotti e progetti.
La prima è il ritorno della materia come punto di partenza del progetto, non come finitura applicata alla fine. Marmi venati, ceramiche scolpite, alluminio spazzolato, vetro soffiato a bocca, tessuti tridimensionali: i prodotti più riusciti di questa edizione partono dal materiale e lasciano che sia lui a definire la forma.
La seconda è la dissoluzione progressiva dei confini tra ambienti. La cucina dialoga con il living, il living si apre all’outdoor, l’outdoor entra in casa attraverso materiali e forme pensate per attraversare le soglie.
La terza è la tecnologia che si smaterializza: cappe scomparse, illuminazione integrata, intelligenza artificiale che lavora in sottofondo. Gli oggetti smart del 2026 non chiedono più di essere notati.
La quarta, infine, è il dialogo tra alta manifattura e produzione industriale. Lo si è visto in modo evidente nel debutto di Salone Raritas, la nuova piattaforma curata da Annalisa Rosso con allestimento di Formafantasma, dedicata al design da collezione, ai pezzi unici e all’eccellenza artigianale.
Poliform — Multitude a Palazzo Clerici
Tra le presenze più memorabili della settimana, quella di Poliform. Il brand ha occupato Palazzo Clerici con un programma articolato, ancorato all’installazione Multitude, curata da studioutte. Nel cortile del palazzo, una sequenza di pali in alluminio alti cinque metri ricreava una foresta urbana astratta, ispirata ai giardini segreti milanesi: un paesaggio quasi rituale, attraversato da lanterne e da veli di fumo, in cui sono state presentate le nuove collezioni outdoor firmate da Jean-Marie Massaud ed Emmanuel Gallina.
Negli interni del palazzo, le novità raccontavano una visione completa del vivere contemporaneo: nuovi sistemi giorno e notte, una proposta cucina, una nuova illuminazione. In parallelo, Poliform ha aperto in città il suo nuovo flagship in Piazza della Scala — un riferimento che, per chi progetta interni eleganti, vale la pena conoscere.
Modulnova — Twenty Lab e il Travertino Titanium
Per chi segue da tempo Modulnova, il claim del brand — Crafted to matter — ha trovato quest’anno una corrispondenza particolare con il tema del Salone. Il progetto centrale presentato in occasione della Milano Design Week 2026 è stata la cucina Twenty Lab, in cui il marmo Travertino Titanium diventa protagonista assoluto.
Si tratta di una superficie sfumata dalle tonalità calde, lavorata con una fresatura che ne esalta profondità e percezione tattile. Una scelta che racconta bene la traiettoria attuale del brand: la cucina come architettura interna, definita non solo dalle funzioni ma dalla qualità dei materiali che la compongono. Per chi sta pensando a un progetto cucina nei prossimi mesi, è un riferimento da tenere d’occhio.
Flexform — The Private Lives of Objects
Flexform ha scelto Milano e i suoi spazi storici di Via della Moscova e del Chiostro Sant’Angelo per raccontare la propria collezione 2026 con un titolo poetico: The Private Lives of Objects. L’allestimento attraversava, indoor e outdoor, l’evoluzione del brand, dai progetti storici di Antonio Citterio fino alle voci più recenti — Sebastian Herkner, Monica Armani, Patrick Norguet, Fumie Shibata.
L’idea forte era quella degli oggetti come custodi silenziosi di gesti quotidiani: una cena lunga, un risveglio lento, il modo in cui un divano accompagna le ore di una giornata. Una direzione coerente con la storia del brand, in cui il comfort non è mai dichiarato ma costruito attraverso tessuti, legni, finiture sartoriali.
Lago — Tre novità di sistema, e il primo outdoor
Lago è stato uno dei brand più attivi di questa edizione, con tre novità importanti firmate da Daniele Lago e una direzione completamente nuova.
La prima novità è la Libreria Air Roundy, evoluzione del sistema Air che proprio quest’anno celebra i suoi vent’anni. Le mensole sospese, sostenute da lastre in vetro quasi invisibili, vengono qui declinate con raggi differenti, in configurazioni più morbide e organiche, capaci di adattarsi alle architetture senza interromperne il flusso visivo.
La seconda è la cucina 36e8 Formae, nuova interpretazione di un sistema ormai iconico. La terza è la parete attrezzata 36e8 Cinema, pensata per la zona giorno con un’attenzione particolare alla relazione tra schermo, contenimento e architettura della parete.
A queste si aggiunge una novità di rotta significativa: Lago entra per la prima volta nel mondo dell’outdoor. Tra i pezzi presentati, il divano Air Stone — con basi che ricordano sassi levigati dal mare e schienali riposizionabili — è il manifesto di questo nuovo capitolo: completamente nuovo nel disegno, ma riconoscibile nello spirito leggero del brand.
Foscarini — Intrecci di Luce
Sul fronte illuminazione, Foscarini celebra la propria storia e la ricerca incessante con Intrecci di Luce / Knitted Light, progetto presentato presso Foscarini Spazio Monforte: un’esplorazione su luce e maglieria tridimensionale affidata ai designer Jozeph Forakis e Lorenzo Palmeri, che ricorda come la fiera sia anche luogo di ricerca, non solo di prodotti finiti.
Talenti — Talenti Home e Itaca
Talenti ha consolidato a questo Salone il proprio ingresso nel mondo indoor con il nuovo catalogo Talenti Home: un sistema di arredi e complementi pensato per superare i confini tradizionali tra living, zona notte e spazi di lavoro. Tra i prodotti nuovi: la poltrona Whitney, lo scrittoio Paul, la libreria Switch, i comodini Charlie. Allo stesso tempo, alcuni classici outdoor del brand — Panama, Venice, Salinas — vengono ripensati in chiave interior.
Sul fronte outdoor, la novità di rilievo è Itaca, la nuova collezione modulare firmata da Carlo Colombo: un sistema di imbottiti che gioca su raggiature ampie, materiali naturali come il legno e il marmo, e configurazioni che possono diventare quasi un’isola — coerentemente con il riferimento omerico del nome. Un riferimento utile per chi sta progettando un giardino o una terrazza nei prossimi mesi.
Baxter — Cinema, Journey, La Casa sul Lago
Baxter ha scelto un racconto che si snoda tra Milano e Como. Tre i luoghi: il Baxter Cinema in Largo Augusto, lo storico ex cinema President trasformato in flagship store, che quest’anno celebra i suoi dieci anni di vita; il Baxter Journey, un tram milanese reinterpretato come ambiente continuo; e La Casa sul Lago a Como, in dialogo con i primi due. Il fil rouge è il Baxter Mood 2026: tre stati d’animo distinti, raccontati attraverso luce, materiali e proporzioni.
Una scelta narrativa coerente con un brand che da sempre lavora per atmosfere prima ancora che per singoli prodotti.
Una nota sul Salone Raritas e sul Salone Contract
Due novità di sistema meritano una citazione, perché diranno molto sui prossimi anni della fiera. Salone Raritas, debuttato quest’anno, è la piattaforma dedicata al design da collezione, ai pezzi unici, all’alta manifattura: oltre venticinque espositori internazionali, allestimento firmato Formafantasma, una direzione culturale che riporta al centro il rapporto tra progetto e oggetto raro.
Salone Contract, il cui Masterplan è stato affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten di OMA, debutterà ufficialmente nel 2027 e costruirà una piattaforma dedicata ai grandi progetti integrati: hospitality, real estate, spazi pubblici. Per chi lavora sul contract — architetti, progettisti, sviluppatori — è il segnale che la fiera sta evolvendo da vetrina di prodotti a infrastruttura più ampia.
Cosa porteremo in showroom
Ogni edizione del Salone è, per noi, un momento di lavoro più che di celebrazione. I prodotti che avete visto raccontati qui sono solo una selezione delle direzioni emerse a Milano, e non tutti arriveranno simultaneamente nel nostro showroom: alcuni hanno tempi di produzione lunghi, altri vengono integrati nei progetti su misura nel corso dell’anno.
Quello che possiamo dire è che il filo rosso di queste novità — la materia come punto di partenza, la dissoluzione dei confini, l’attenzione all’artigianato — corrisponde al modo in cui pensiamo l’interior design da oltre cinquant’anni: non scegliere un prodotto, ma costruire un’atmosfera attraverso scelte coerenti.
Se state ripensando una zona della casa, una cucina, un living, una camera, una terrazza, e vi interessa capire come queste novità possano entrare in un progetto, scriveteci o passate a trovarci in showroom: insieme possiamo guardare i materiali, immaginare composizioni e, se serve, lavorare su una moodboard e un rendering che vi aiutino a vedere lo spazio prima ancora che esista.
Il viaggio del progetto, come sempre, inizia da una conversazione.